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Il gioco del silenzio
[ 9788875120832]
Pagine:144
Autore: Marina Alessandra Intelisano
10,00
€
Scheda
Marina è chiaramente partigiana, dalla parte del sofferente, del debole, del malato, di cui vede l’umanità, e rispetta la dignità, mobilitando istanze protettive e solidali. La legge 180 allora era “giovane”, scrive Marina. I manicomi esistevano da circa un secolo mentre la 180 aveva ancora qualche anno di vita. I manicomi andavano chiusi perché non più rispondenti ai moderni criteri scientifici di cura: la concezione dell’uomo e dunque della mente come unità biopsicosociale, in cui le componenti biologico-psicologico-sociali sono strettamente embricate e interdipendenti, aveva chiuso le polemiche precedenti sulle cause delle malattie mentali tra gli organicisti (sostenitori delle cause unicamente organiche), gli psicologisti (sostenitori delle cause soltanto psicologiche), e i sociologisti (sostenitori delle cause unicamente sociali). Leggere ora nel libro di Marina le storie dei pazienti che abbiamo curato insieme mi ha suscitato forti emozioni. Mi sono chiesto da dove derivassero queste emozioni, certamente non dalle loro storie che conosco, ma dal linguaggio che usa Marina, dal suo stile fresco, leggero, comunicativo, affettivo. Parla in prima persona, “Io”, scommette se stessa in questo modo e si sottopone a giudizio e a critica, non è neutra, ha un alto senso dell’etica che pone a fondamento dei rapporti tra le persone. La sua è una poesia in prosa, alla stregua della bellissima prosa poetica di Giovanni Papini, ma la sua sensibilità al femminile la iscrive tra le più significative scrittrici dei nostri giorni, capaci di una profonda e analitica introspezione. Il suo scrivere è un immergersi nelle storie dei pazienti, riuscire a identificarsi con loro, ma poi uscire dall’identificazione per aiutarli. È un colloquio-soliloquio-colloquio. Lo stimolo del paziente la coinvolge, attiva in lei i ricordi. Lei discorre con se stessa, s’interroga sul significato della vita, della malattia e della morte. La scrittura, parola dopo parola, pensiero dopo pensiero, immagine dopo immagine, si dipana immettendoci in un’atmosfera rarefatta e gioiosa dove anche ciò che è pesante e angoscia, in grazia di questa atmosfera, perde la sua drammaticità. È la capacità di proiettare sulla vita il desiderio e la bellezza del vivere pur nella sofferenza, è la capacità a riuscire ad essere se stessi, comunque e dovunque, a non ingannare gli altri e se stessi, ad ascoltarsi, a conoscere il proprio mondo desiderante e capire cosa possiamo realizzare di esso. Da questo punto di vista le esperienze riportate in questo libro possono illuminare e insegnare a vivere meglio. Gaetano Interlandi Direttore Modulo Dipartimento Di Salute Mentale Caltagirone-Palagonia
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